Fontina Valle d’Aosta DOP

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Consegna stimata Martedì 8.12/Giovedì 10.12

Fontina Valle d’Aosta DOP

La Fontina Valle d’Aosta DOP eccelle tra i formaggi di montagna per la sua pasta morbida ed elastica, fondente, intensamente profumata, con un’occhiatura non eccessiva.

Presenta una crosta untuosa, compatta, marroncina e una forma cilindrica appiattita con facce piane e scalzo tendenzialmente concavo che pesa mediamente 8÷9 kg.

Possiede un elevato valore energetico, garantendo un buon apporto di Sali minerali, vitamine A e B e batteri lattici vivi, ed è un alimento piuttosto completo e digeribile.

L’amabilità del suo sapore la fa diventare sposa ideale per mille ricette, lasciando che la fantasia trovi sbocco per qualsiasi creazione e abbinamento.

 

Fontina DOP solo della Valle d’Aosta.

IL NOME

Il nome Fontina pare origini da un alpeggio di produzione chiamato Fontin; altre versioni lo collegano al villaggio di Fontinaz. Ma il nome potrebbe derivare dal termine francese antico “fontis” o “fondis” a indicare la particolare capacità della pasta di questo formaggio di fondersi col calore.

 

UN FORMAGGIO ANTICO

Pare che la prima citazione della Fontina risalga al 1477 nella Summa Lacticinorum del medico vercellese Pantaleone di Confienza, mentre la prima classificazione è del 1887 con “Le Fontine di Val d’Aosta” nell’annuario della Stazione Sperimentale del caseificio di Lodi. La seconda classificazione avviene negli anni 30 e 40 dal Ministero dell’Agricoltura e Foreste, tramite la Stazione Sperimentale Alpina di Salice d’Ulzio e l’Istituto zootecnico-caseario di Torino, ancora prima del D.P.R. del 1955 che ne riconosceva la Denominazione di Origine Controllata. Ma è nel 1957 che Giulio Angelo Negri, nel “Il casaro valdostano”, da una prima sistemazione organica della ricerca sino ad allora svolta.

 

IL CAMBIAMENTO

Negli anni 60 l’agricoltura italiana e il settore zootecnico-caseario avviene una rivoluzione. L’industria lattiero casearia si impone con le nuove tecniche di lavorazione e di commercializzazione e vengono eliminate le razze locali. Le produzioni locali però non solo vengono salvate ma si sviluppano sempre di più attraverso una assidua ricerca della qualità e ai marchi di riconoscimento di tipicità.

 

IL CONSORZIO E IL DOP

Costituito nel 1957, il Consorzio Produttori e Tutela della DOP, vigila sulla produzione e sul commercio del Fontina, provvede alla marchiatura in conformità al disciplinare di produzione. Nel primo anno di attività il Consorzio marchiò 75.000 forme e dieci anni dopo 150.000, per raddoppiare ancora alla fine degli anni ‘80. Nel 1995, la Commissione dell’Unione Europea annovera assieme ad altri 6 formaggi italiani la Denominazione di Origine Protetta ‘Fontina’.

 

COME SI CONSERVA LA FONTINA DOP

Il luogo migliore dove conservare la Fontina DOP, per coloro che non hanno la fortuna di possedere una cantina idonea oppure una cella frigorifera dotata di regolatore d’umidità, è il comune frigorifero di casa.

È buona regola avvolgere completamente la fetta di Fontina con pellicola trasparente oppure con carta oleata per alimenti, avendo cura di farla aderire bene sulla parte tagliata del formaggio, in modo da preservarne l’umidità iniziale.

 

I perfezionisti potranno avvolgere la fetta di Fontina DOP in un panno di lino precedentemente umidificato e quindi collocarla su un vassoio protetto da una campana di vetro, che andrà alloggiato a sua volta nella parte meno fredda del frigorifero.

Occorre ricordare che la temperatura ottimale di degustazione della Fontina DOP si aggira attorno ai 16°C.

Peso N/A
Confezione

0.5 kg, 1 kg