Biondi Santi – Tenuta Greppo

FRANCO BIONDI SANTI

TENUTA GREPPO

Il prestigio del Greppo ha inizio i primi dell’800 con la grande cultura enoviticola della famiglia propritaria di questa Azienda, il cui territorio
ha una straordinaria vocazione viticola per il Sangiovese.
Clemente iniziò a vinificare il Sangiovese in purezza e trasmise la sua scienza enoviticola al nipote Ferruccio Biondi Santi che, a seguito dell’arrivo della fillossera a metà ‘800, selezionò un clone di Sangiovese con cui riuscì a dare vita a vini di straordinaria longevità.
Fu proprio Ferruccio a produrre la prima bottiglia di Brunello di Montalcino nel 1888.

Suo figlio, Tancredi, enologo di chiara fama, tipizzò il Brunello creandone le basi per il disciplinare di produzione e lanciò il vino sul mercato, ottenendo in pochi decenni grandi riconoscimenti.
Subentrato alla conduzione dell’azienda, il figlio Franco, enologo, imparò dal padre la sottile arte della vinificazione e conduce oggi la Tenuta Greppo con un’impareggiabile collezione di bottiglie di Brunello oRiserva. Ha continuato le severe e tradizionali pratiche agronomiche di cantina per consolidare la tipicità e migliorare la qualità del Brunello del Greppo certo di eguagliare le grandi Riserve centenarie del suo Brunello.

L’azienda agraria, che oggi si sviluppa su 47 ettari del Greppo e 105 dei Pieri, ha una superficie coltivata a Sangiovese grosso di 25 ettari, di cui circa 5 di vecchi impianti (dal 1930 al 1972), 8 ettari di vecchi impianti (del 1988/89), 6 ettari di recente impianto (del 2000/2001) e 6 ettari di nuovissimo impianto (dal 2004 al 2006).Vengono scartati tutti i terreni troppo fertili, preferendo quelli galestrosi e ricchi di scheletro con esposizione a Sud, Sud-Est, Est, Nord-Est e Nord.
Le rese per ettaro sono bassissime:
30-50 ql. di uva.
Attualmente la produzione supera raramente le 80.000 bottiglie, comprese circa 10.000 bottiglie di Riserva (solo nelle vendemmie eccezionali).
La vendemmia, completamente manuale, di norma inizia a metà settembre: viene fatta una selezione accuratissima delle uve raccolte destinando alla produzione del futuro Brunello solo la prima scelta proveniente dai vigneti che hanno almeno 10 anni di età per il tipo “Annata” ed oltre 25 anni di età per la “Riserva”.
La seconda scelta viene destinata a vino da tavola venduto sfuso. Vengono vinificate solo uve di produzione aziendale e non vengono mai comprati né mosti né vini di altre aziende.

I VIGNETI DELLA TENUTA GREPPO

CICLO VEGETATIVO E LAVORAZIONI MANUALI
DAL VIGNETO ALLA CANTINA

Il ciclo vegetativo nei vigneti del Greppo varia a seconda dell’ altitudine e dell’esposizione, ma generalmente il Brunello germoglia nei primi 10 giorni d’aprile e fiorisce a fine maggio o ai primi di giugno.

Le uve invaiano dopo la metà di agosto e solitamente maturano a metà settembre.
Attualmente la produzione supera raramente le 80.000 bottiglie, comprese circa 10.000 bottiglie di Riserva (solo nelle vendemmie eccezionali).

La vendemmia, completamente manuale, di norma inizia a metà settembre: viene fatta una selezione accuratissima delle uve portate nei panieri fino alle capezzagne delle vigne, dove un gruppo di operaie selezionano grappolo per grappolo destinando alla produzione del futuro Brunello solo la prima scelta proveniente dia vigneti che hanno almeno 10 anni di età per il tipo
“Annata” ed oltre 25 anni di età
per la “Riserva”.

IL GREPPO: CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE E CLIMATICHE

La Tenuta del Greppo, indicata da sempre nelle mappe catastali di Montalcino, si estende su un sistema collinare (altitudine 385/507 metri s.l.m.), affacciato a sud-est di Montalcino e gode di un microclima e di un suolo ideali per la produzione di vini rossi longevi e profumati.

La Tenuta è nata grazie ad un’organica e razionale gestione di Ferruccio Biondi Santi che ha avuto il merito di
innestare le nuove viti dell’ azienda, dopo la fillossera, con il clone di Sangiovese grosso da lui selezionato, e dare inizio ad una produzione basata sulla vinificazione del Sangiovese in purezza, dissociandosi completamente
dal disciplinare del Chianti promosso in quegli anni da Bettino Ricasoli.
Vengono scartati tutti i terreni troppo fertili, preferendo quelli galestrosi e ricchi di scheletro, con esposizione a Sud, Sud-Est, Est, Nord Est e Nord.
Dall’osservazione della Carta Litologica Semplificata del Comune di Montalcino, si può dire che i terreni della Tenuta Greppo risultano particolarmente adatti per il Sangiovese, magri e molto ricchi di scheletro, i migliori sono quelli galestrosi. Un microclima tendenzialmente secco durante la maturazione dell’uva valorizza appieno i profumi e la struttura del Brunello.

Il clima segna una forte escursione tra le temperature diurne e quelle notturne, accentuata nei mesi di settembre e ottobre (nella fase vendemmiale), che consente ai vitigni di esprimere in pieno tutti i profumi caratteristici del Brunello di Montalcino del Greppo per tutte le esposizioni a Sud, Sud-est, Est, Nord-Est e Nord a causa di forti sbalzi di temperatura al sorgere del sole.

Nel settembre 1970 Franco Biondi Santi iniziò una selezione clonale delle sue vecchie viti del Greppo, provenienti dalla selezione massale iniziata dal nonno Ferruccio a metà dell’800,in collaborazione con i professori Casini, Bandinelli dell’Istituto di Coltivazioni Arboree della Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze. In 5 vendemmie furono selezionati diversi cloni di Sangiovese
ma quello divenuto ufficiale è il BBS/11 (Brunello Biondi Santi, vite n° 11), clone dal quale sono state prelevate le gemme poi innestate sulle nuove barbatelle selvatiche. In seguito a tale selezione il BBS11 è entrato a far parte dell’Albo dei
“Vitigni Raccomandati” dell’Unione Europea.

LA CANTINA DELLA TENUTA GREPPO

La cantina del “Greppo” non ha subito grandi mutamenti tecnologici, salvo l’introduzione di più che necessarie moderne apparecchiature.

La capacità  complessiva é di:
2.197,00 hl di botti e tini di rovere di Slavonia,
2.016,50 hl di vasche in cemento vetrificato e
990.40 hl di vasi inox:

in totale 5.203,90 ettolitri.

Inoltre la bottiglieria ha una capacità  di circa 211.000 bottiglie bordolesi.

L’uva diraspata, dopo la pigiatura, fermenta nelle grandi vasche di cemento e nei tini dai 15 ai 18 giorni, a temperatura controllata.

Durante la fermentazione tumultuosa vengono eseguiti due rimontaggi giornalieri, bagnando a mano il cappello di vinaccia.
Dopo la svinatura si facilita la degradazione malolattica, mantenendo negli ambienti una temperatura di 18°-20°C per circa 30 giorni.

Il vino nuovo passa nelle botti di rovere di Slavonia per la maturazione nel mese di aprile successivo alla vendemmia; alla fine del quarto anno avviene l’imbottigliamento nelle bottiglie bordolesi da 0,75 litri.Il Brunello Biondi Santi viene commercializzato non prima di sei mesi dall’imbottigliamento ed esportato in tutto il mondo, dove ha acquisito sempre maggiore notorietà .

IL BRUNELLO

Enologicamente il Brunello di Montalcino è nato poco più di un secolo fa ad opera di Ferruccio Biondi Santi: da allora in poi la storia di quel vino coincide con quella di questa famiglia.

La zona di produzione del Brunello di Montalcino è compresa entro i confini del territorio comunale di Montalcino.
La superficie vitata iscritta è di circa 2.100 ettari a Brunello di Montalcino (oggi suddivisa in 250 produttori di cui 200 imbottigliatori) con una media annua di oltre 6.500.000 bottiglie.
In questa stessa area si produce inoltre il Rosso di Montalcino (510 ettari), vino anch’esso di grande prestigio (ottenne la DOC nel 1983) che non necessita del tradizionale invecchiamento del Brunello e ha pertanto una commercializzazione più rapida.

Il vitigno di entrambi i vini è il Sangiovese grosso, allevato prevalentemente con il sistema del cordone orizzontale speronato, che consente di ottenere una bassa resa per ettaro (max 80 ql.); al “Greppo” non più di 30-50 quintali

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